Barberini, operai Fca sul tetto del Municipio "siamo licenziati politici",l'appello a Di Maio

12.10.2018 18:48

due operai hanno esposto uno striscione: "Di Maio con chi stai? I 5 operai licenziati Fca"

Roma: operai Fca licenziati su tetto a Barberini 11 ottobre 2018

Attimi di tensione a Roma, a piazza Barberini, dove due operai della Fca di Pomigliano d'Arco sono saliti sul tetto della sede del I Municipio minacciando di buttarsi se il governo non interverrà. La protesta è contro il licenziamento di cinque lavoratori che avevano inscenato, nel 2014, il funerale dell'ad Sergio Marchionne davanti ai cancelli dello stabilimento.

Sul tetto, dalle 5 del mattino di oggi 11 ottobre, sono presenti Mimmo Mignano e Massimo Napolitano, licenziati "in via definitiva per aver lottato contro le condizioni di sfruttamento in fabbrica e denunciato i suicidi dei loro colleghi", si legge in una loro nota. Il tetto del palazzo della prima municipalità a Roma, in piazza Barberini, non è stato scelto a caso perché nei pressi della sede del Ministero dello Sviluppo Economico, presieduto da Luigi Di Maio.

I due, infatti, hanno esposto uno striscione che richiama lo stesso ministro "Di Maio con chi stai? I 5 operai licenziati Fca".  Un chiaro riferimento alle promesse di intervento fatte dal Ministro ai 5 operai. "Il succo della questione è questo: noi siamo licenziati politici, e in quanto tali vittime dei poteri forti che l'attuale governo dice di voler combattere". Ai piedi dell'edificio ci sono altri operai che stanno manifestando. Sul posto i Vigili del Fuoco e la Polizia.

Operai Fca Fiat licenziati si arrampicano su un tetto di piazza Barberini: “Di Maio con chi stai?”
 
Sono saliti sul tetto di un palazzo a Barberini e dicono che non scenderanno finché non avranno risposte, di volersi buttare se il ministro Di Maio non si occuperà della loro battaglia. Sono i cinque operai e sindacalisti dello stabilimento Fca Fiat di Pomigliano d’Arco, comune d’origine proprio del vicepremier, licenziati per aver inscenato i funerali di Marchionne ai cancelli della fabbrica nel 2014.

Paura e tensione a Roma, dove due operai licenziati dall'impianto Fca Fiat di Pomigliano d'Arco, si sono arrampicato sul palazzo sede della I Municipio a piazza Barberini a Roma, minacciando di buttarsi di sotto se il governo non interverrà sulla loro situazione. Si tratta di Mimmo Mignano e Massimo Napolitano, due dei cinque operai licenziati in via definitiva perché ritenuti responsabili di aver inscenato i funerali di Sergio Marchionne ai cancelli dello stabilimento nel 2014.

I due operai e sindacalisti hanno esposto uno striscione con su scritto: "Di Maio con chi stai?". Chiedono risposte al vicepremier e ministro del Lavoro, che è originario proprio di Pomigliano d'Arco e che conosce bene la battaglia degli operai dell'impianto contro la chiusura e la ristrutturazione. Sul posto sono giunte le forze dell'ordine e i vigili del fuoco, che hanno steso un materasso ai piedi del palazzo su cui si sono arrampicati i due operai.

"Il succo della questione è questo: noi siamo licenziati politici, e in quanto tali vittime dei poteri forti che l'attuale governo dice di voler combattere. – hanno dichiarato i licenziati – La Fiat ci ha costretti alla fame per rappresaglia per le nostre contestazioni ai disastrosi piani Marchionne che hanno ridotto alla miseria e alla disperazione migliaia di operai. Noi dobbiamo vivere. Siamo operai e Non vogliamo sussidi ma un lavoro. La nostra protesta avrà termine quando avremo risposte certe".

ROMA – Dalle prime ore del mattino due dei 5 operai Fca Pomigliano licenziati in via definitiva quest’estate (per decisione della Cassazione), per protesta sono saliti sul tetto di un palazzo in piazza Barberini, non lontano dalla sede del ministero dello Sviluppo economico. Si tratta di Mimmo Mignano e Massimo Napolitano,

Con sè, oltre alla bandiera dei Si Cobas, hanno uno striscione che richiama lo stesso ministro “Di Maio con chi stai? I 5 operai licenziati Fca“. E’ proprio il ministro del Lavoro Luigi Di Maio che vogliono incontrare.

Il palazzo su cui sono saliti si trova tra via San Basilio e via San Nicola da Tolentino. La loro vicenda è nota: vennero licenziati nel 2014 (dopo aver portato avanti una serie di battaglie per rivendicazioni sulle condizioni di lavoro in fabbrica a Pomigliano) per avere inscenato la protesta in cui veniva riprodotta con un fantoccio l’impiccagione di Sergio Marchionne. Poi furono riassunti e poi di nuovo licenziati dopo la pronuncia della Cassazione.

INTANTO FCA chiude per 8 gg lo stabilimento di Pomigliano " causa flessione del mercato della Panda",ma sono tutti i pochi modelli-marchi FCA " a flettere" sul mercato italiano e UE, e quindi a breve stessa sorte capiterà a tutti gli stabilimenti.

Ovviamente la responsabilità è  della proprietà Agnelli che tarda ad investire in ricerca,modelli e tecnologie" ibrido-elettrico", scelta mirata a chiudere alcuni stabilimenti e a licenziare altre migliaia di lavoratori.

Da quì la battaglia di Mimmo e dei licenziati FCA-Pomigliano che sprona lavoratori e cassintentegrati a mantenere alta la resistenza alla chiusura degli stabilimenti  e alla rottamazione degli operai .

 

Fca Pomigliano chiude otto giorni: «Improvvisa flessione di mercato»


Otto giorni di chiusura collettiva per lo stabilimento Fca di Pomigliano d'Arco, sono stati comunicati oggi ai sindacati dall'azienda, per «una improvvisa flessione di mercato». Lo stabilimento resterà chiuso dal 22 al 31 ottobre 2018. La richiesta dell'utilitaria era già scesa dell'oltre 16% nei primi nove mesi del 2018, e l'azienda era già ricorsa ad altre chiusure collettive, una decina di giorni in tutto, da gennaio ad oggi. 

«È tempo di accelerare l'assegnazione della missione produttiva per lo stabilimento Fca di Pomigliano», afferma il segretario generale della Fim di Napoli, Biagio Trapani. «Come Fim Cisl napoletana - ha proseguito Trapani - riteniamo che i risultati degli ultimi anni, vadano premiati con un significativo e definitivo passo avanti in termini industriali e se fino ad ieri l'attesa era comprensibile per la fase di assestamento per l'assegnazione dei nuovi incarichi di responsabilità all'interno del gruppo, adesso non lo è più». Il sindacalista, infatti, sottolinea di essere preoccupato per i tempi di attuazione del piano industriale anche se «certamente ambiziono e volto a fare passi in avanti». «Le tempistiche non sono un dettaglio - conclude - riteniamo che la discussione per configurare il futuro vada iniziata da subito, che quindi per Pomigliano si sciolga il nodo del modello da assegnare. Ci aspettiamo una implementazione immediata, consapevoli di avere davanti una nuova sfida da affrontare e vincere, con cambiamenti funzionali ad incrementare la redditività dello stabilimento, con il previsto passaggio dalla Panda ad una vettura di segmento alto, quindi con maggiore tecnologia e valore aggiunto». Mercoledì 10 Ottobre 2018,

Fca di Pomigliano, decisi otto giorni di chiusura: "Flessione di mercato"

Lo stabilimento resterà chiuso dal 22 al 31 ottobre 2018

Fca di Pomigliano, decisi otto giorni di chiusura: "Flessione di mercato"

Sono stati comunicati oggi ai sindacati della Fca otto giorni di chiusura collettiva per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco.

La giustificazione della richiesta dell'azienda è che si è verificata "una improvvisa flessione di mercato'', che pare si attesti al 16%.
Lo stabilimento resterà chiuso dal 22 al 31 ottobre 2018.

Sono già una decina in tutto, da gennaio ad oggi, i giorni di chiusura stabiliti dall'azienda per la stessa ragione.

Barberini, operai Fca sul tetto del Municipio "siamo licenziati politici"

 

 

 

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