Pienamente riuscito il sit-in del 25 maggio svolto presso l’Ospedale Santa Croce di Fano (PU)

28.05.2018 10:52

 

CONTRO IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO

Pienamente riuscito il sit-in del 25 maggio svolto presso l’Ospedale Santa Croce di Fano (PU)

 

L’Osservatorio continua a tenere i riflettori accesi sulle diffuse anomalie nei ricoveri di pazienti psichiatrizzati internati nelle strutture del territorio marchigiano

 

Pienamente riuscito il sit-in del 25 maggio, svoltosi presso l’Ospedale Santa Croce di Fano, per denunciare le gravi condizioni in cui versava Tarcisio Manna, ricoverato per 85 giorni presso il reparto del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’ospedale, senza alcuna chiara motivazione e da nove mesi sballottato da una struttura all’altra.

Circa settanta persone si sono ritrovate nello spazio antistante l’ospedale cittadino, per segnalare le violazioni che, a quarant’anni dalla cosiddetta Legge Basaglia, ancora vengono perpetrate nei confronti dei pazienti trattenuti contro la propria volontà (e spesso anche contro quella dei propri familiari) presso le strutture, pubbliche o private, che si occupano dei pazienti psichiatrizzati.

Insieme ai promotori del presidio (Osservatorio Giorgio Antonucci contro il TSO, Telefono Viola, Centro di relazioni umane, CESP- Centro Studi Scuola pubblica), si sono ritrovate le associazioni che hanno aderito e sostenuto la manifestazione (Antigone Marche, Cobas, Spazio Sociale Grizzly, Collettivo Antonin Artaud, che ha fatto pervenire il proprio sostegno nei giorni precedenti), cittadini e cittadine che hanno voluto manifestare la propria solidarietà a Tarcisio Manna. Presenti anche la sorella di Tarcisio, Carmela Manna, con l’avvocato Gioacchino Di Palma, che per lei ha seguito il caso.

Unico assente, il paziente psichiatrizzato, “liberato” in fretta e furia alle ore 20 del giorno precedente, nel tentativo di fermare una mobilitazione con la quale si sono volute mettere in luce le pesanti violazioni di norme la cui inosservanza sta generando, sul territorio marchigiano così come su altri, aberranti situazioni di vera e propria segregazione.

Come già ribadito nella Conferenza Stampa svoltasi a Roma qualche giorno prima, l’intervento del giudice e la sua decisione di dimissioni, avvenute su richiesta dei medici del reparto psichiatrico, con l’adesione dell’amministratore di sostegno, attestano palesemente che Tarcisio Manna non doveva essere “recluso” per nove mesi in strutture psichiatriche pubbliche e/o private e che le decisioni assunte dai medici erano prive di fondamento. Peraltro il paziente è stato dimesso e affidato alle cure della sorella Carmela, senza alcun piano terapeutico, senza l’indicazione dei farmaci somministrati in questo lungo periodo di degenza, senza alcuna specifica diagnosi, mentre versa in condizioni di grave e profonda debilitazione fisica e morale.

Il presidente del Telefono Viola, Anna Grazia Stammati, che ha parlato anche a nome dell’Osservatorio Giorgio Antonucci contro il TSO, ha tenuto a precisare che questo è solo il primo intervento sul territorio, perché altri casi stanno mettendo in evidenza i drammatici abusi perpetrati nell’applicazione di una legge che sicuramente dimostra i propri limiti, ma che pone comunque dei paletti nell’uso dell’internamento dei pazienti psichiatrizzati. In questo contesto la figura dell’amministratore di sostegno, il quale dovrebbe avere una funzione di garanzia per la tutela del proprio amministrato, spesso dimostra di non essere in grado, in realtà, di svolgere tale ruolo; sempre più spesso, infatti, ricevuta delega dai giudici per intervenire anche nelle cure di chi è loro affidato, l’amministratore, invece di tutelarlo, diventa semplicemente corresponsabile nelle scelte di rinchiudere permanentemente i/le pazienti in quelle strutture, pubbliche o private, che si stanno trasformando nei nuovi manicomi post basagliani.

Firmato: Osservatorio Giorgio Antonucci contro il TSO- Anna Grazia Stammati (Presidente CESP e Telefono Viola)Maria Rosaria D’Oronzo (Presidente Centro di Relazioni Umane)

 

Roma, 26 maggio 2018

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